I MURALES di San Sperate (Paese Museo da visitare)


E’ con grande piacere che pubblichiamo alcune foto di murales di San Sperate, che ogni anno incantano visitatori provenienti da tutto il mondo.
Questa ricchezza artistica ha reso San Sperate un vero e proprio “paese museo“. Questa caratteristica località sarda ha ottenuto, grazie alla sua Sagra delle Pesche, il Titolo di “Sagra Campione d’Italia 2019“.






Approfondisci l’Arte e la Cultura di San Sperate:
https://www.sansperate.net/turismo-e-cultura.html

SAGRA DELLE PESCHE ringrazia il suo pubblico


Carissimi sostenitori della SAGRA DELLE PESCHE di San Sperate, abbiamo partecipato per gioco alla competizione per la migliore Sagra d’Italia – organizzata da Fiere Sagre Italiane – e per gioco abbiamo vinto!
O meglio ha vinto il vostro affetto per le nostre pesche e la nostra Sagra, che da 58 anni coniuga felicemente tradizione, arte e cultura con la tipica ospitalità campidanese.
Nel complimentarci con tutti gli sfidanti e nel ringraziare tutti voi e gli organizzatori del concorso per lo splendido lavoro realizzato, vi diamo appuntamento a Luglio 2020 per una 59esima edizione che promette di essere all’altezza delle aspettative: insieme ce la faremo!

DU’ PICI SOTTO LE STELLE ringrazia il suo pubblico


Cari amici dei Pici, siamo onorati di aver partecipato al torneo organizzato da Fiere Sagre Italiane che ci ha visto, grazie al vostro aiuto, salire sul podio.

Un terzo posto che ci rende orgogliosi anche per aver rappresentato la Toscana e le sue tradizioni culinarie.
Ringraziamo tutti voi che non ci avete mai fatto mancare il vostro supporto nelle fasi eliminatorie e in questa finale per il terzo posto, ringraziamo Fiere Sagre Italiane per averci invitati al torneo e vi aspettiamo tutti a giugno 2020 alla sesta edizione di Du’ pici sotto le stelle per degustare i nostri pici fatti a mano.

DU’ PICI SOTTO LE STELLE conquista il 3° posto!


La Finale per il 3° e 4° posto ha visto a confronto due grandi squadre:
SAGRA DEL FREGNACCIO” di Anguillara Sabazia (RM) contro “DU’ PICI SOTTO LE STELLE” di Chianciano Terme (SI).

La squadra laziale ha ben impressionato per tutto il Torneo, sfiorando l’accesso alla Finalissima per un soffio, per una manciata di voti.
La squadra toscana si è presentata a questa Finale grazie a vittorie convincenti, cedendo solamente contro la “corazzata” sarda della “SAGRA DELLE PESCHE”.

E’ proprio  DU’ PICI SOTTO LE STELLE ad imprimere subito un buon ritmo, creando subito un discreto margine di voti dopo un ora di gioco.
SAGRA DEL FREGNACCIO lotta con impegno, in alcuni momenti pare iniziare la sua rimonta, ma i toscani ribattono ed aumentano il divario.
Il distacco rimane nell’ordine dei +200 / +300 per il resto della sfida.
E’ DU’ PICI SOTTO LE STELLE a conquistare il 3° postoComplimenti!!

1.261 a 927 voti il risultato finale

Chianciano Terme festeggia questo prestigioso piazzamento grazie ad una squadra ben organizzata (Amatori Pici Chianciano) e grazie al sostegno del pubblico toscano che non ha fatto mancare il suo affetto.
I Pici sono sul podio nazionale ed hanno incuriosito il pubblico italiano che ancora non li conosceva; siamo certi che saranno in tanti a volerli gustare 🙂

SAGRA DEL FREGNACCIO conclude il Torneo con un ottimo 4° posto con la consapevolezza di essere una gran squadra e di aver portato il Fregnaccio ed Anguillara Sabazia alla ribalta nazionale!

SAGRA DEL FREGNACCIO” e “DU’ PICI SOTTO LE STELLE” saranno certamente protagoniste anche nella prossima edizione!

Approfittiamo dell’occasione per ringraziare Amatori Pici Chianciano e Rione La Valle che con impegno, cordialità e simpatia hanno partecipato a questa edizione.
Ringraziamo anche tutti cittadini di Chianciano Terme, di Anguillara Sabazia e tutto il pubblico che ha partecipato e che è inviato alla FINALISSIMA di domani 14 Settembre.

Buon Torneo!

SPECIALE FINALISSIMA: Intervista ad Enrico Collu, Sindaco di San Sperate paese della “SAGRA DELLE PESCHE”



La Finalissima si avvicina ed abbiamo intervistato per voi Enrico Collu, Sindaco di San Sperate paese della “SAGRA DELLE PESCHE!

INTERVISTA

Innanzitutto complimenti per aver raggiunto la Finalissima! Ci raccontate brevemente  la storia della “SAGRA DELLE PESCHE”? Quali sono le sue caratteristiche ed in che periodo dell’anno si svolge?
<< La Sagra delle Pesche è legata in modo indissolubile alla festa del Santo Patrono San Sperate martire che festeggiamo il 17 luglio.
Celebra il nostro prodotto principe, la pesca. Il nostro prodotto è conosciuto e apprezzato in tutta la Sardegna, è iscritto nell’albo Regionale dei prodotti tipici Sardi e tutelato da marchio D.e.C.o. (denominazione origine controllata) per garantire sia il produttore che il consumatore.
La Sagra oltre promuovere il prodotto agricolo è un’occasione per esporre le altre peculiarità della nostra Comunità che la rendono unica fino ad essere definita “paese museo. Parliamo delle eccellenti produzioni artistiche e culturali oltre che artigianali. San Sperate inoltre ha dato i natali a uno dei più importanti artisti contemporanei: Pinuccio Sciola e annovera tra i suoi paesani anche altre importanti figure >>

Ora parliamo del 2° Torneo virtuale Fiere Sagre Italiane. Al momento dell’iscrizione avreste mai immaginato di giungere fino alla Finalissima?
<< No, ovviamente non potevamo sapere, considerato che per noi è un’esperienza nuova, che tipo di risposta sarebbe arrivata. Però ci speravamo perché sappiamo che la nostra oltre a essere considerata una Sagra di rilevanza Regionale, è molto apprezzata e partecipata >>

Nel vostro cammino avete incontrato e battuto: Sagra delle Frittelle, Sagra della Fragola, Sagra della Lasagna ed infine Du’ Pici Sotto Le Stelle. Vi andrebbe di raccontare brevemente ognuna di queste sfide?
<< Intanto è stato bello conoscere gli “avversari”. Si perché ogni volta si andava a curiosare per capire chi erano, cosa facevano e come portavano avanti le loro iniziative. Abbiamo imparato qualcosa grazie a loro. Dal punto di vista della sfida è stato incredibile ed emozionante vedere come l’adesione alla gara da parte della gente aumentava man mano si andava avanti >>

Qual è stata la sfida più dura da vincere? C’è stato un momento in cui avete temuto di perderla?
<< La più dura è sempre quella ancora da affrontare. Forse con la Sagra delle Frittelle c’e stato un momento, uno dei pochi per la verità, in cui siamo andati in svantaggio >>

Qual è il segreto delle vittorie della “SAGRA DELLE PESCHE”?
<< Nessun segreto. San Sperate è un paese accogliente, ricco di iniziative e con prodotti di qualità.  Non solo le pesche ma anche agrumi,  fragole e miele. Non solo agricoli ma con biscottifici artigianali di dolci sardi, produzione di ceramisti d’eccellenza e un fervido movimento artistico culturale che spazia dalla musica, passando per la scrittura fino al movimento muralistico e scultoreo. La gente quando viene a San Sperate non può evitare di rimanerne colpita, qualcosa rimane nel loro cuore. E poi le nostre Pesche sono eccezionali, provare per credere >>

Tra le Sagre che non avete incontrato quale vi ha maggiormente impressionato?
<< Ovviamente l’altra finalista. Se son arrivati fin lì vuol dire che sono tosti >>

La vostra regione è in fermento, il pubblico è “carichissimo” e vorrebbe portare il titolo in Sardegna. Vi sentite sotto pressione?
<< Assolutamente no. Questa per noi è una bella avventura, ci sentiamo carichi ed entusiasti perché abbiamo reso orgogliosi i compaesani che vivono fuori dalla sardegna, per loro questo è anche un modo per dimostrare l’amore per la mai dimenticata terra natia. E poi c’è la curiosità, anzi, quel senso di complicità che si è creato tra tutti e che coinvolge non solo i speratini ma gran parte della Sardegna. In fondo in questa competizione sentiamo di rappresentarla e per noi è nella nostra indole essere paese aperto al mondo e che con il mondo si vuole confrontare, anche per gioco >>

Volete ringraziare i vostri fans e qualcuno in particolare?
<< Vogliamo ringraziare tutti, uno per uno indistintamente. Una dimostrazione di affetto e di stima che ci rende felici >>

Ora vi aspetta la FINALISSIMA (14 Settembre) contro SAGRA DEI FICHI SECCHI . I riflettori del popolo delle sagre sono tutti su di voi finaliste. La vincente conquisterà il Titolo di SAGRA CAMPIONE D’ITALIA 2019. Saranno 24 ore intense. Come le vivrete e quale sarà il vostro obiettivo?
<< La vivremo dando il massimo, divertendoci e ovviamente vogliamo vincere. Comunque vada alla fine per noi è già un successo e vogliamo augurare un grande in bocca al lupo anche ai nostri avversari.
Ci vediamo sul web >>
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Grazie per la gentile disponibilità a questa intervista.

Staff FIERE SAGRE ITALIANE


 

SPECIALE FINALISSIMA: Intervista allo staff della “SAGRA DEI FICHI SECCHI”



La Finalissima si avvicina ed abbiamo intervistato per voi lo Staff della finalista “SAGRA DEI FICHI SECCHI” di Miglionico!

INTERVISTA

Innanzitutto complimenti per aver raggiunto la Finalissima! Ci raccontate brevemente  la storia della “SAGRA DEI FICHI SECCHI”? Quali sono le sue caratteristiche ed in che periodo dell’anno si svolge?
<< La Sagra dei fichi secchi è giunta alla XIII edizione e celebra il fico secco farcito. Tradizione culinaria miglionichese e pratica dalla valenza sociologica, quella dell’essiccatura del frutto che in passato vedeva il trasferirsi di intere famiglie, in campagna nel mese di settembre >>

Ora parliamo del 2° Torneo virtuale Fiere Sagre Italiane. Al momento dell’iscrizione avreste mai immaginato di giungere fino alla Finalissima?
<< Al momento dell’iscrizione non immaginavamo di giungere nemmeno agli ottavi! >>

Nel vostro cammino avete incontrato e battuto: Festa degli Antichi Sapori, Mercatini Artigianali di Ugento, V’vtella ed infine Sagra Del Fregnaccio. Vi andrebbe di raccontare brevemente ognuna di queste sfide?
<< Dopo la prima gara ci siamo accorti di quanto il senso di appartenenza ad una comunità, ad una tradizione, o anche solo al ricordo di chi non vive più in paese….possa scatenare il desiderio di contribuire alla vittoria. Ad ogni step, poi aumentava la consapevolezza di ciò.
Fino alla semifinale, quando invece abbiamo temuto i nostri agguerriti avversari >>

Qual è stata la sfida più dura da vincere? Avete temuto di perderla?
<< Abbiamo temuto di perdere proprio nell’ultima fase della Semifinale con la “Sagra del Fregnaccio” , in cui i nostri avversari hanno mostrato grande grinta e voglia di vincere! >>

Qual è il segreto delle vittorie della “SAGRA DEI FICHI SECCHI”?
<< Crediamo che il segreto delle nostre vittorie sia proprio la dimostrazione dell’amore che si nutre per la propria terra…il proprio paese e la comunità unita! >>

Tra le Sagre che non avete incontrato quale vi ha maggiormente impressionato?
<< Sicuramente “Dù Pici sotto le stelle” >>

Nella vostra regione c’è molta attesa, il pubblico è molto appassionato al Torneo. Dopo la vittoria del 2018 di “IN VINO VERITAS” avete la possibilità di mantenere il titolo in Basilicata. Vi sentite sotto pressione?
<< Sentiamo, ancor di più, il desiderio di voler “trattenere” il titolo nella nostra Basilicata >>

Volete ringraziare i vostri fans e qualcuno in particolare?
<< Ringraziamo tutti quelli che ci hanno sostenuto e in particolare gli amici de “In Vino Veritas” con cui ci sarebbe piaciuto arrivare in finale >>

Ora vi aspetta la FINALISSIMA (14 Settembre) contro SAGRA DELLE PESCHE di San Sperate. I riflettori del popolo delle sagre sono tutti su di voi finaliste. La vincente conquisterà il Titolo di SAGRA CAMPIONE D’ITALIA 2019. Saranno 24 ore intense. Come le vivrete e quale sarà vostro obbiettivo?
<< Vincereeeeeeee >>
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Grazie per la gentile disponibilità a questa intervista.

Staff FIERE SAGRE ITALIANE

 

 

Speciale Finali: scopriamo “SAGRA DELLE PESCHE” di San Sperate



Per consuetudine la Sagra delle Pesche è legata alle celebrazioni del Santo patrono Sperate che ricade il 17 luglio. Viene mantenuto, in tal modo, lo stretto legame fra sacro e profano che è all’origine di questo genere di manifestazioni: una fiera popolare che non si limita alla promozione del frutto per eccellenza della produzione paesana, ma autentica vetrina di una comunità laboriosa e ospitale. Un felice connubio fra storia, arte, gastronomia e produzione artigianale, nella suggestiva cornice delle vie del Paese Museo.

Giunta quest’anno alla 58^ edizione, la Sagra delle pesche può essere considerata l’evento-compendio e la sintesi popolare di oltre cinquanta anni di Muralismo, Arte, Teatro, Musica, Cultura del cibo e dell’ospitalità nel paese di San Sperate.

San Sperate e le pesche formano ormai da anni in Sardegna, un binomio inscindibile fatto di dedizione, passione e qualità. Per tutelare e sviluppare questo rapporto la Sagra si presenta anche come promozione privilegiata del marchio a denominazione comunale (De.C.O.), nato per caratterizzare e tutelare le pesche del territorio sansperatino che rappresenta, nel contempo, garanzia di qualità per il consumatore.

Identità, tradizione, promozione territoriale e cultura che è anche –e soprattutto – rispetto dell’ambiente. “Zero plastica” è stato il moto della 58^ sagra delle Pesche, durante la quale non solo è stato bandito il materiale inquinante da tutti i punti ristoro in favore di materiali biodegradabili, ma anche dalle festose bandierine, quest’anno rigorosamente in stoffa realizzate a mano dalle associazioni culturali del paese.

Speciale Finali: scopriamo SAN SPERATE splendido paese museo (da visitare) della finalista SAGRA DELLE PESCHE


Origini e storia

San Sperate, centro abitato situato a circa km 18 da Cagliari, nella fertile pianura del Campidano. è uno dei maggiori centri agricoli della Sardegna. Una felice posizione geografica, la presenza di falde freatiche superficiali, il terreno fertile e facilmente coltivabile, hanno favorito l’impianto di diverse colture tra le quali frutta, cereali e verdure hanno caratterizzato il percorso storico del paese. L’assenza di rocce affioranti e la conseguente scarsità di composti litici di dimensioni significative per l’utilizzo in edilizia, determinò nel corso del tempo, non solo il frequente riuso di materiale proveniente da strutture abbandonate, quanto, soprattutto, lo sviluppo di tecniche costruttive alternative che sfruttassero l’abbondante presenza di argilla e terra grassa. E così su ladiri, i mattoni crudi essiccati al sole, divennero nel Campidano tutto e nell’agro di San Sperate in particolare, “la materia prima dell’edilizia dall’età nuragica ai tempi nostri”.

Sono testimoniati stanziamenti stabili nel suo territorio fin dall’epoca preistorica e protostorica, confermati dagli abbondanti rinvenimenti di resti di vasellame del Bronzo medio iniziale (XVI – XV secolo a. C.). Una notevole continuità insediativa ha segnato questa località, che risulta popolata a partire dal Bronzo medio fino alla prima età del ferro (XIII – VI sec. a. C.).

Con l’arrivo dei Cartaginesi nell’isola anche il sito dell’attuale San Sperate passò sotto i nuovi dominatori, che realizzarono nel suo territorio nove abitati indipendenti. L’importanza che il paese raggiunse sotto la dominazione cartaginese sembra proseguire anche in età romana, quantunque allo stato attuale degli studi non si conosca l’esatto stato giuridico del centro.

È probabile che in epoca tardo antica rivestisse ancora un ruolo importante nel panorama sardo, tanto da poter essere scelto come luogo di ricovero per le reliquie del protomartire africano, Speratus, cui il centro deve il nome.

All’epoca dell’avvento del sistema giudicale in Sardegna, il centro fu annesso ad una delle sedici curatorie in cui era stato suddiviso il giudicato di Cagliari (1020/1040 – 1258 circa). Fu poi sotto il controllo pisano (possedimento del conte Gherardo dei Donoratico) e dal 1356 passò agli aragonesi.

Con il 1374 si aprì una nuova fase per il paese, che divenne feudo passando sotto il controllo di diversi baroni e marchesi da Giordano Tolo fino ad Efisio Cadello Asquer, che lo vendette, decretandone il passaggio, nel 1839, al regno dei Savoia.

Il Paese Museo

Nel 1968 San Sperate si presentava come uno dei tanti centri agricoli del campidano, caratterizzato da un’architettura semplice, dominata dalla terra. In ladiri erano le abitazioni del centro storico, in terra battuta le strade. Lo spazio pubblico, dunque, era sostanzialmente monocromo: il marrone della terra era il colore dominante, contrastato dall’azzurro del cielo e dal verde della vegetazione.

Fu un giovane artista locale, con un’intuizione che si rivelerà geniale, a reinventare lo spazio architettonico con il candore dei muri dipinti di bianco. Pinuccio Sciola, così, legò indissolubilmente una storia personale, ad una storia collettiva, quella della sua comunità. Al tempo appena ventiseienne, Sciola alternava periodi di permanenza nel suo paese a viaggi di studio attraverso l’Europa per frequentare importanti accademie d’arte. Con una nuova consapevolezza, aprì il borgo natio al fermento culturale mondiale, supportato entusiasticamente da una gioventù motivata e illuminata, che nel giugno del 1968 trasformò un paese di terra in un paese dai muri bianchi, muri che si apprestavano a divenire un nuovo ambito progettuale. Così, guidati da Pinuccio Sciola, giovani e bambini di San Sperate iniziarono a disegnare sui muri del paese e con loro tantissimi artisti provenienti da ogni parte del mondo. Il muro, da elemento di separazione tra spazio pubblico e spazio privato, nel 1968 si trasformava in elemento di unione, un supporto alla partecipazione sociale di una comunità capace di ricostruire la propria identità e di aprirsi a realtà culturali esterne. Da quel momento il Paese Museo, così ribattezzato, è diventato un forte richiamo per artisti di tutto il mondo, che ogni anno lavorano per le strade di San Sperate.

A oltre cinquant’anni di distanza, quello slancio creativo nato nel 1968 non si è ancora fermato e i frutti di quella straordinaria stagione non si riducono ai soli murales – che pure, ancor oggi, incantano i visitatori provenienti da tutto il mondo – ma sono un nuovo modo di concepire il rapporto tra spazio e comunità, un patrimonio immateriale di conoscenze e abilità condivise e traducibili in azioni di partecipazione ed apertura verso il mondo esterno: il colore è passato dai muri alle strade, le produzioni non più solo pittoriche sono passate alla multimedialità, il paese si è trasformato in un laboratorio internazionale a cielo aperto in cui le uniche “regole” sono il lavorare nello spazio pubblico con il coinvolgimento della comunità.

Il patrimonio culturale attuale è formato da più di cinquecento murales e alcune centinaia di istallazioni e di sculture, a cui vanno aggiunte le opere di Pinuccio Sciola, fra le quali meritano particolare menzione le famose pietre sonore visitabili nel suggestivo Giardino di Sonoro, del compianto artista scomparso nel 2017.; questo patrimonio richiama annualmente numerosissimi turisti provenienti da tutto il mondo, con particolare concentrazione nel mese di luglio, il periodo della Sagra delle Pesche.

Speciale Finali: scopriamo “SAGRA DEI FICHI SECCHI” di Miglionico


Il paese dei “Pappaculumbriedd” nel mese di settembre celebra la Sagra dei fichi secchi!

Miglionico, splendida realtà della provincia materana, accoglie questa meravigliosa festa nei giorni di sabato 21 e domenica 22 settembre 2019

Gastronomia, artigianato e musica si incontrano a Miglionico per la Sagra dei fichi secchi, un giorno di festa per valorizzare questo frutto tipico. Nei tanti stand gastronomici potrete gustare le delizie legate a questo magnifico prodotto: il cotto dei fichi, uno sciroppo denso che si ottiene cuocendo i fichi freschi, le marmellate, le confetture, fichi secchi appena abbrustoliti e farciti con mandorle o noci. Con i fichi, secchi e freschi, vengono preparati anche dessert, gelati e biscotti che vengono farciti con miele di fichi.

La Sagra dei fichi secchi è una gioia per il palato, una festa della gastronomia miglionichese che celebra un frutto genuino e d’eccellenza, che ancora oggi viene coltivato, lavorato e conservato in modo naturale.
L’iniziativa darà spazio anche all’artigianato locale, troverete panieri, ceste e sedie fatti di canne e ramoscelli di vimine. Non manca la musica popolare lucana.

Speciale Finali: scopriamo MIGLIONICO splendido borgo (da visitare) della finalista SAGRA DEI FICHI SECCHI



Il piccolo borgo del Materano sorge su una collina tra i fiumi Bradano e Basento. Il maestoso castello del Malconsiglio domina il panorama della collina, noto per la storica Congiura dei baroni contro re Ferdinando I di Napoli. L’episodio del passato rivive ogni anno nell’omonima rievocazione storica ambientata proprio all’interno del castello.

Ma una volta nel cuore di Miglionico non si può non restare affascinati dalla splendida chiesa madre di Santa Maria Maggiore che custodisce opere d’arte di rara bellezza.

Nel territorio di questo interessante comune del materano si trova anche la Riserva Regionale San Giuliano, un lago artificiale originato dallo sbarramento del fiume Bradano, tra i comuni di Matera, Miglionico, Grottole.

La storia
La storia di Miglionico è strettamente connessa alle vicende legate al suo castello, detto del “Malconsiglio”, perché luogo della Congiura dei baroni (1485) contro re Ferdinando I di Napoli.

Alcuni ritrovamenti nel territorio di Miglionico, come tombe e vasi (VI sec. a.C.) non fanno escludere che le origini del paese della provincia materana risalgano ad una città enotria. Secondo alcune interpretazioni, nel nome del paese sarebbe “scolpita” la sua fondazione da parte di Milone, un atleta di Crotone del VI secolo a.C., vincitore nella battaglia contro Sibari.

Secondo altre ipotesi, invece, il Milone fondatore di Miglionico sarebbe stato, in realtà, Milone di Taranto, luogotenente di Pirro, il quale, giunto sulle colline tra il Bradano e il Basento, avrebbe fondato una colonia militare denominandola, appunto, Miglionico.

In seguito alla colonizzazione greca la città lucana passa sotto i Sanniti fino al 458 a.C., anno in cui viene espugnata dai Romani.

I sapori
Come gran parte dei comuni del circondario materano Miglionico fa parte del circuito della Città dell’olio condimento indispensabile a rendere più gustosi e appetibili i piatti della sua cucina.

Una delle tipicità più apprezzate di Miglionico sono i fichi sia freschi che secchi peraltro protagonisti di una consolidata sagra che si tiene nel mese di settembre.